Cinzia Baldini classe '60 è un'autrice del Lido di Ostia (Roma).

Ha compiuto studi classico-umanistici ed è stata funzionaria presso una Pubblica Amministrazione (ora felicemente in pensione).

Sposata, due figlie, si dedica al volontariato animalista nel territorio in cui vive. 

Adora il mare ed è appassionatissima di tutto ciò che riguarda l'egittologia e l'archeologia “eretica”.

Linee infinite è felice di aprire questa nuova collana "Interviste" con Cinzia, che è stata la nostra prima autrice ad essere pubblicata nel lontano 2008.

Questi i suoi volumi:

"Semplicemente donna" - 2008

"Orichalcum" - 2009

"Il veleno di Circe" - 2010

"L'orologio parallelo" - 2011

"Non Nobis Domine" - 2011

"Elektron" - 2014

"Il soffio della speranza" - 2016

"Non Nobis Domine" (Riedizione) - 2016

"Semplicemente donna" (riedizione) - 2017

LINEE INFINITE: Appassionata di lettura, scrittura, archeologia non ortodossa: chi è Cinzia Baldini?

 

CINZIA BALDINI: Sono un’autrice con, alle spalle, la pubblicazione di sette volumi, ho vinto numerosi concorsi, ho molti racconti pubblicati in antologie letterarie edite da diverse case editrici e alcune riviste sul web. Sono coautrice della sceneggiatura teatrale “Processo a Giuda”, che ha vinto la IV Edizione del Premio di Scrittura Teatrale “FARA NUME” – indetto dal Teatro Fara Nume di Lido di Ostia e rappresentato nello stesso teatro. Ho fatto parte del comitato di lettura per la selezione delle opere finaliste al concorso letterario nazionale “Città di Sortino” e sono stata membro della giuria nella 3° edizione del concorso di poesia "Libera i tuoi versi... poetando a Montopoli di Sabina". Recentemente ho partecipato in qualità di relatrice all'evento indetto dall’Assessorato allo Sport, Giovani, Eventi e Cultura del X Municipio di Roma (Lido di Ostia) "L'ALTRA FACCIA DELLA LUNA... tra gli enigmi dell'archeologia e i misteri dell'astronomia". Ho curato la prefazione di alcuni volumi di racconti e romanzi editi da Linee Infinite Edizioni. Ho elaborato le recensioni di molti volumi di racconti, saggi, romanzi e sillogi poetiche, editi da varie case editrici.

E mi piace anche ricordare di aver ricevuto dalla Pro Loco di Ostia Antica il premio "Antica Ostia - Persone che continuano la storia" come personaggio della Letteratura e, in occasione dell’8 marzo giorno della “Festa della donna”, il riconoscimento da parte del XIII Municipio del Comune di Roma di “Donna dell’anno 2010” per la cultura. Infine, dal 2009 al marzo 2020 sono stata curatrice e responsabile di Art Litteram, una rivista telematica le cui pagine erano rivolte ad autori ed artisti esordienti e non solo.

 

 

LINEE INFINITE: Come nasce la tua passione per la lettura e la scrittura?

 

CINZIA BALDINI: Come ho iniziato a scrivere non lo ricordo con precisione perché ho sempre scritto tutto quello che mi vagabondava in testa da quando ho imparato a farlo. Quaderni, diari, fogli volanti pieni di pensieri, appunti, sogni, storie più o meno fantastiche che quando raggiungevano dimensioni insostenibili per la mensola in cui li lasciavo, regolarmente finivano nella spazzatura. La passione per la scrittura, come credo accada per tutti gli autori, è innata e già dai tempi del liceo e ancora prima alle scuole medie, i miei temi riscuotevano successo tra i professori e la mia cerchia di amicizie. Insomma, da quando mi hanno insegnato a tenere la penna in mano mi è sempre piaciuto scrivere, e se non ho una data precisa a cui far risalire il desiderio di diventare scrittrice è, forse, perché nel mio intimo lo sono sempre stata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LINEE INFINITE: Hai scritto tante appassionanti storie. A quali tra tutte sei particolarmente legata? Perché?

 

CINZIA BALDINI: Al primogenito: “Semplicemente donna” perché ho rielaborato in esso i ricordi di due reali esistenze. Di due donne, le mie nonne, cresciute tra la prima e la seconda guerra mondiale. Nelle sue pagine ci sono i pensieri, i sogni, le aspirazioni e le delusioni di tante donne che come loro hanno vissuto quel particolare periodo della storia del nostro paese. E’ un tributo alle donne, a tutte le donne, e un appello agli uomini, a molti uomini, perché, oggi più che mai, imparino ad amarle e rispettarle.

E l’altro libro al quale sono molto affezionata è Non Nobis Domine – I custodi della verità scritto a quattro mani con un ottimo e stimolante coautore, tal… Simone Draghetti… Lo ricordo come un esperimento letterario molto ben riuscito. Un’esperienza esaltante e bellissima in cui la fantasia, le informazioni, le capacità creative di due autori si sono talmente ben amalgamate nella trama che, rileggendolo ho ancora difficoltà a riconoscere i pezzi scritti da me o da lui. E, soprattutto ci siamo divertiti moltissimo durante la stesura nonostante la distanza tra Lodi e Roma per scambiarci pareri, indicazioni e ragguagli o caratterizzare i personaggi.

 

 

LINEE INFINITE: Quale pensi sia il “segreto” per conquistare il lettore?

 

CINZIA BALDINI: Non credo esista una formula magica o un segreto per entrare in sintonia con il lettore. Se la scrittura è scorrevole e grammaticalmente corretta, l’argomento accattivante e se già dalle prime pagine si riesce ad intrigare chi lo ha scelto, il libro ha tutte le carte in regola per fare colpo sul possibile lettore. Certo una copertina invitante e una buona pubblicità da parte dell’editore possono aiutare, ma più di tutto è proprio il tam tam tra lettori che, nel nostro caso di autori emergenti, fa la differenza. Conquistare il lettore, a mio modesto avviso, è portarlo, paragrafo dopo paragrafo, capitolo dopo capitolo, a identificarsi nei personaggi per viverne la storia, le avventure, le emozioni e, magari, anticiparli sostituendosi a loro. Concedere a chi legge “l’ora d’aria” per l’evasione dalla quotidianità, per una catarsi psicologica è la conquista più ambita e la soddisfazione più grande per un autore.

 

LINEE INFINITE: Qual è stata la difficoltà maggiore durante il tuo percorso di crescita come scrittrice?

 

CINZIA BALDINI: Ritengo che il percorso di crescita di un autore scorra parallelo alle sua vita e non si fermi mai. Ad ogni nuovo libro, ad ogni nuovo racconto, ad ogni pagina che si scrive si cerca sempre di crescere e di migliorare. Ciò premesso, credo che la cosa più difficile sia quella di cercare il modo giusto per condividere con il lettore tutta la vasta gamma di sentimenti e di emozioni positive e negative che fanno parte dell’animo umano. Ritenevo e ritengo, infatti, che la crescita di un autore si misura nel preciso momento in cui “creando” riesce a innalzarsi oltre la sfera personale, a trasportare nel suo lavoro tutto il bagaglio emotivo e di esperienze di cui ha fatto tesoro e a renderlo universale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LINEE INFINITE: Hai avuto un mentore, più di uno o ti sei formata da sola?

 

CINZIA BALDINI: Sono un lupo solitario e quello che ho fatto l’ho fatto da sola. Se devo ringraziare qualcuno il primo grazie va a Madre Natura che è stata così magnanima da donarmi l’arte della scrittura e l’altro grazie va a Linee Infinite perché ha creduto in me quando, forse, nemmeno io credevo nelle mie capacità.

 

LINEE INFINITE: Quale ricordo custodisci con piacere del tuo percorso letterario? C’è un aneddoto particolare che ci vuoi raccontare?

 

CINZIA BALDINI: Di sicuro la telefonata del tutto inattesa in cui il responsabile dell’ACIPAS - Associazione Commercianti Imprenditori Professionisti Antiracket Sortinese mi comunicava di aver conferito un riconoscimento ad un mio racconto. La meraviglia stava tutta nel fatto che “In nome della legge”, il racconto premiato, pur non avendo partecipato al Concorso Nazionale Legalità “U Pizzinu” era stato ugualmente prescelto dalla Giuria con la motivazione, che mi riempie di orgoglio ogni volta che la leggo: «Per averci saputo emozionare raccontandoci una storia di servitori dello stato "EROI LORO MALGRADO".

 

 

LINEE INFINITE: Come riesci a conciliare la tua attività di scrittrice con il resto della tua vita?

 

CINZIA BALDINI: Dedicando alla scrittura ogni minuto disponibile del tempo, sempre troppo poco, che restava e resta “vuoto” per una donna che ha lavorato (finalmente sono in pensione!), ha una famiglia e una mamma anziana di cui occuparsi.

 

 

LINEE INFINITE: Parliamo de Il soffio della speranza. Raccontaci la sua genesi.​

CINZIA BALDINI: In realtà il nome completo del libro è Ινοσιτόλη Il soffio della speranza dove la traduzione del termine greco è Inositolo ossia uno "zucchero" che cura la Sindrome dell’Ovaio Micropolicistico (o PCOS), un tipo particolare di sterilità femminile. Insieme all’Inositolo che è l’argomento principe c’è anche il suo “riscopritore” il Professor Vittorio Unfer protagonista reale e non immaginario anche nel romanzo. Questo libro è nato per un fraintendimento tra me e il Professor Unfer che voleva una vera e propria relazione medico-scientifica dei suoi studi sul myo-inositolo e della sua scoperta del “paradigma ovarico”. Io, invece, equivocando, ho creato una trama nei cui intrecci lui presenta se stesso, il suo lavoro e i suoi studi e quelli della sua equipe, tutta rigorosamente italiana, attraverso il dramma di una coppia irreale ma la cui storia può essere quella di molte coppie che combattono la loro personale battaglia contro Madre Natura per realizzare il sogno di diventare genitori. Insomma, Ινοσιτόλη Il soffio della speranza è la dimostrazione letteraria e tangibile che si può fare utile e corretta divulgazione scientifica anche attraverso un romanzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LINEE INFINITE: Nei tuoi libri la protagonista è generalmente una donna, perché questa scelta?

 

CINZIA BALDINI: Perché, senza essere femminista, ritengo che sia ora che alle donne venga riconosciuto il loro ruolo extra familiare. Che la società attuale ci apprezzi per la nostra competenza, preparazione e il nostro cervello non solo per le componenti fisiche. Perché se nel 2020 abbiamo dovuto coniare il termine femminicidio c’è qualcosa che non quadra nel tessuto sociale del nostro paese e in molte altre nazioni della Terra. A tale proposito ti riporto le parole della protagonista di Semplicemente donna, attualizzandole al contesto odierno anche se, per molti versi, è ancora quello del secondo dopoguerra. “Il disgelo culturale e antropologico di una società, da sempre maschilista, era appena iniziato e la gente non era ancora preparata ad accettare l’emancipazione completa di una donna, le cui idee erano troppo avanti per quel tempo e per quelle menti imbottite, oltre misura, di pregiudizi e d’ipocrisia.

‘Quella femmina che pensava e agiva come un uomo’ era, per alcuni, una presenza ingombrante.

Ella non se ne interessava, sapeva, ormai, governare perfettamente il suo piccolo vascello e condurlo nel porto sicuro dei suoi sacrosanti principi a cui, di certo, per costoro, non avrebbe mai rinunciato.”

 

 

LINEE INFINITE: Quanto sono importanti i sentimenti all’interno dei tuoi scritti?

 

CINZIA BALDINI: Sono importantissimi. I sentimenti positivi e negativi che guidano l’esistenza umana mi intrigano, mi affascinano, mi addolorano, mi fanno adirare e per questo nei miei lavori li analizzo in ogni loro sfaccettatura, li disseziono e me ne servo a piene mani. Senza sentimenti l’esistenza sarebbe uno scorrere del tempo piatto e senza scosse, in pratica una non vita.

 

 

LINEE INFINITE: A chi o a che cosa ti ha ispirato la creazione del tuo ultimo personaggio femminile?

 

CINZIA BALDINI: Non c’è una figura femminile alla quale mi sono ispirata, diciamo che nell’ultimo romanzo è stato necessario raccogliere informazioni psicologiche, mediche e scientifiche intervistando donne ma anche uomini (che hanno vissuto l’esperienza della mancata maternità accanto alle loro mogli o compagne) per “inventare” una donna che le rispecchiasse gran parte. Una donna arrivata, di successo e alla quale non mancava nulla se non la maternità perché proprio tale mancanza le toglierà le certezze che fino a quel momento la sostenevano: il matrimonio, il credere in se stessa, la fierezza di essere donna e la speranza nel futuro.

 

 

LINEE INFINITE: Una domanda sulla letteratura in generale: chi è il tuo scrittore preferito? Ed il libro senza cui mai potresti vivere? Qualche autore o autrice hanno influito sul tuo modo di scrivere?

 

CINZIA BALDINI: Il mio scrittore preferito è senza ombra di dubbio l’archeologo francese Christian Jacq. Il libro che non potrei mai dimenticare è Sinuhe l’Egiziano di Mika Waltari e l’autore al quale cerco indegnamente di ispirarmi quando scrivo è il mitico Zecharia Sitchin.

 

 

LINEE INFINITE: Ultima domanda: a cosa stai lavorando in questo momento? Ci puoi dare delle anticipazioni?

 

CINZIA BALDINI: Torno in Egitto, più o meno nella prima metà del 1300 a.C. nel Nuovo Regno. Il titolo del romanzo è Natron…

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